La Libreria girevole Modello 822, progettata da Gianfranco Frattini e prodotta da Bernini a partire dal 1964, è uno dei più celebri arredi del design italiano del secondo Novecento. Considerata una delle icone della produzione Bernini, rappresenta anche uno dei primi e più significativi risultati della collaborazione tra Frattini e l'azienda, destinata a proseguire negli anni con numerosi progetti di grande successo.
Caratterizzata da una struttura verticale a quattro lati con meccanismo girevole, la Libreria 822 unisce funzionalità e ricerca formale in una soluzione progettuale di grande originalità. La rotazione del corpo centrale consente un utilizzo pratico e intuitivo, mentre l'essenzialità delle linee e la cura delle proporzioni conferiscono all'oggetto una presenza elegante e senza tempo.
Realizzata con la consueta attenzione alla qualità costruttiva e alla lavorazione del legno che contraddistingue la produzione Bernini, la Libreria 822 è oggi riconosciuta come uno dei capolavori di Gianfranco Frattini e una delle opere più ricercate dai collezionisti di design storico italiano.
Un progetto esemplare, capace di coniugare innovazione tecnica, equilibrio estetico e straordinaria attualità.
G. Gramigna, Repertorio del design italiano 1950-2000 per l’arredamento domestico, Allemandi, Torino, 2003, vol. 1, p. 102
G. Gramigna, F. Monetti, Gianfranco Frattini, Architetto d’interni e designer, Franco Angeli, Milano, 2007, p. 70
Gianfranco Frattini nasce a Padova il 15 maggio 1926, nel 1953 si laurea in Architettura al Politecnico di Milano ed entra nello studio di Gio Ponti. Apre il suo studio, inizialmente con Franco Bettonica, a Milano. Numerose le aziende con cui collabora nel campo del furniture e del lighting design, tra esse Cassina, Bernini, Arteluce, Knoll e Artemide, per cui, con Livio Castiglioni, progetta un capolavoro assoluto, la lampada da terra “Boalum”, prima di tutto un’invenzione tipologica. Il legno è senz’altro per Frattini il materiale prediletto, una passione in comune con Pierluigi Ghianda, ebanista di Bovisio Masciago, che unirà i due in un forte e consolidato rapporto che, oltre all’ aspetto umano, racconta la passione di un lavoro vissuto vicino agli esecutori, sempre attento alla qualità della realizzazione e delle storie progettuali. Frattini rivoluziona l’architettura degli interni creando un mondo di bellezza e di rigore. L’architetto è per Frattini un attento regista, il design e gli interni non si sommano in un virtuoso ed elegante abbinamento, ma si fondono per impostare una nuova visione degli interni che realmente riassuma in sé il furniture design. Alcune delle sue architetture degli interni, segnano i riti sociali della città di Milano, agli inizi degli anni ’60, in particolare lo Stork Club e il ristorante St. Andrews. Inoltre bisogna ricordare le realizzazioni a Portofino, a Capri e gli interni dell’hotel Hilton a Tokyo Numerose le segnalazioni al Compasso d’Oro, così come le Medaglie e i Gran Premi della Triennale di Milano. La rivista Domus pubblica regolarmente i suoi prodotti e le sue realizzazioni. Frattini è tra i fondatori dell’ADI e viene più volte coinvolto nel direttivo della Triennale di Milano. Nel 1988 Pier Carlo Santini gli dedica un’importante monografia “Italian Design, Gianfranco Frattini” 1988. Ricordiamo anche il libro Ritrovare Gianfranco Frattini, Rescovered di Marco Romanelli, Triennale Design Museum, 2018. Gianfranco Frattini muore a Milano il 6 aprile 2004. I mobili attualmente posti in vendita da BGallery costituiscono pezzi storici acquistati sul mercato secondario risalenti alla storica produzione della Bernini srl e che BGallery non produce ne direttamente, ne indirettamente mobili storici dell’arch. Gianfranco Frattini. /